{"id":1221,"date":"2008-03-11T22:54:11","date_gmt":"2008-03-11T21:54:11","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/degradabile-o-biodegradabile\/"},"modified":"2008-03-11T22:59:26","modified_gmt":"2008-03-11T21:59:26","slug":"degradabile-o-biodegradabile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/degradabile-o-biodegradabile\/","title":{"rendered":"Degradabile o biodegradabile?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/8298048\" title=\"Sacchetto di plastica \u201cdegradabile\u201d\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/sacchetti_plastica-3_rid.jpg\" alt=\"Sacchetto di plastica \u201cdegradabile\u201d\" align=\"left\" \/><\/a>Anche se in campo scientifico non esistono mai certezze assolute, ma solo risultati che si approssimano sempre pi\u00f9 alla verit\u00e0 delle cose, noi che non siamo scienziati vogliamo dire la nostra. Magari per essere confutati!<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 la volta di una vicenda quotidiana, palese ed occulta allo stesso tempo. Ci occupiamo dei cosiddetti \u201c<em>shopper<\/em>\u201d, i banali ed onnipresenti <strong>sacchetti di plastica<\/strong> della spesa, sia degradabili che biodegradabili. Su questo tema tentiamo di divulgare la nostra opinione, e lo facciamo per evitare facili fraintendimenti, o peggio ancora per smascherare veri e propri imbrogli.<\/p>\n<p>Prendi un sacchetto e leggi. Accade infatti, nella gestione della quotidianit\u00e0, che non si faccia tanto caso a quanto vi \u00e8 stampato, il pi\u00f9 delle volte una pubblicit\u00e0 qualsiasi. Di fatto \u201cnon si vede\u201d quel che c\u2019\u00e8 scritto, o magari lo si legge troppo in fretta. Chi lo avrebbe mai detto che la scelta di questo sacchetto, \u201c<em>il primo in Italia degradabile<\/em>\u201d di fatto nasconde un\u2019insidia?<!--more--><\/p>\n<p>Se il sacchetto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, occhio non vede e cuore non duole, direbbero i saggi d\u2019un tempo. Invece a farci solo un po\u2019 d\u2019attenzione c\u2019\u00e8 di che preoccuparsi perch\u00e9, come bene chiarito nelle pagine che seguono, la plastica degradabile si \u201cdegrada\u201d, come non troppo bene conferma il termine, non nei suoi costituenti elementari, ma in tanti <strong>piccoli, piccolissimi pezzetti<\/strong> che, cos\u00ec sminuzzati, finiscono per disperdersi nell\u2019ambiente. Certo non ci saranno pi\u00f9 sotto i nostri occhi quello schifo svolazzante dei sacchetti abbandonati, ma troveremo dappertutto (anche se i nostri sensi non lo percepiranno pi\u00f9) una impalpabile polverina che \u00e8 la componente originaria del sacchetto.<\/p>\n<p>Meglio o peggio, lasciamo a lettori la decisione. Dal nostro punto di vista decisamente peggio, per una serie di considerazioni tra cui l\u2019impossibilit\u00e0 pratica, anche e sempre pi\u00f9 con il passare del tempo, di operare una selezione, una cernita, per far si che le cose stiano ordinate in natura come le ha volute il Creatore. Che in genere non \u00e8 scelta da poco in questa galassia!<br \/>\nSi potrebbe dire che \u00e8 sempre meglio avere una \u201cpolverina\u201d dappertutto piuttosto che tanti sacchetti nella pancia dei cetacei o le \u201cfioriture\u201d multicolori di plastiche lungo le ripe fluviali, sulle spiagge, ai bordi delle strade e fin sulle sommit\u00e0 delle siepi che marcano i confini dei campi. Quando poi il rifiuto plastico finisce, come dovrebbe, tra i rifiuti urbani c\u2019\u00e8 di che preoccuparsi per la sua destinazione finale. Suddiviso in tante minuscole particelle di fatto si diffonde un po\u2019 dappertutto \u201cinquinando\u201d ed alterando le composizioni delle diverse frazioni di rifiuti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/sacchetti_plastica-2_rid.jpg\" title=\"Se termodistrutto non libera sostanze nocive nell\u2019aria\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/sacchetti_plastica-2_rid.jpg\" alt=\"Se termodistrutto non libera sostanze nocive nell\u2019aria\" align=\"right\" \/><\/a>Chiss\u00e0 se qualche sistema sofisticato di  separazione, come forse potrebbe fare soltanto il <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/a-proposito-di-rifiuti-il-thor\/\" title=\"A proposito di rifiuti: il THOR\">&#8220;nostro&#8221; THOR<\/a>, potr\u00e0 poi rimettere ordine alle cose convogliando la plastica con la plastica, la carta con la carta ed i resto delle immondizie nelle categorie originarie da cui sono derivate.<\/p>\n<p>Resta il fatto che per fare dell\u2019ecologia non basta scrivere la parola, come nel caso di questa cellofanatura di riviste che, per essere anch\u2019essa al passo con i tempi, non disdegna il lungimirante consiglio di destinare l\u2019imballaggio all\u2019incenerimento.<\/p>\n<p>Pensare che venti anni fa il sindaco di Firenze, <strong>Massimo Bogianckino<\/strong>, scatenava \u201c<em>una grande offensiva contro la plastica<\/em>\u201d. Allora raccoglieva un grande plauso dalle associazioni ecologiste, che gi\u00e0 in quel tempo attendevano a breve il divieto di vendita persino per le bottiglie di plastica.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/8298286\" title=\"Sacchetti di plastica vietati a Firenze, La Stampa, 1987\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/sacchetti_plastica_lastampa_1987-1_rid.jpg\" alt=\"Sacchetti di plastica vietati a Firenze, La Stampa, 1987\" \/><\/a><\/p>\n<p>Son passati oltre vent\u2019anni e di fatto la situazione ambientale, per quanto attiene questo tipo di problematica, a noi sembra sostanzialmente immutata, anzi con qualche pericolosa deriva legata alle furbizie tecno-ecologiche di cui tentiamo di dar conto. Si, perch\u00e9 per noi \u00e8 importante la coscienza e la conoscenza dei fenomeni, mentre molti altri che hanno cavalcato la \u201ctigre dell\u2019ecologia\u201d hanno preso al volo l\u2019opportunit\u00e0 di gestire, per mero profitto politico, la miriade degli imbrogli ecologici di cui anche i sacchetti sono una piccolissima testimonianza.<\/p>\n<p><strong><em>Cos&#8217;\u00e8 la plastica?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere meglio quale sia la plastica degradabile e quale quella biodegradabile, riteniamo giusto cominciare con l&#8217; analizzare:<\/p>\n<ul>\n<li>Da dove proviene<\/li>\n<li>Come nasce<\/li>\n<li>I vari tipi di prodotti<\/li>\n<li>Le sue lavorazioni<\/li>\n<li>L&#8217;oggettistica che se ne ricava.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il tutto raccontato molto brevemente ed in modo incompleto, per raggiungere solo il punto essenziale che ci interessa: tra DEGRADABILE e BIODEGRADABILE la differenza sta tutta in quel &#8220;<strong>BIO<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Non ci sarebbe<strong> plastica<\/strong> se non avessimo scoperto il <strong>petrolio.<\/strong><br \/>\nE&#8217; infatti dal petrolio e dalle sue nafte che si ricava, attraverso un processo chimico chiamato <strong>cracking, <\/strong>il Metano, l&#8217;Etilene, il Propilene, il Benzolo, l&#8217;Etilbenzolo e forse anche altri componenti di cui non ho conoscenza. Comunque questi sono i pi\u00f9 importanti per portare avanti il discorso che vogliamo approfondire.<\/p>\n<ul>\n<li>Brevemente posso riassumere che dal <strong>metano<\/strong> derivano delle resine distinte con sigle come PF-UF-MF-POM, e nomi difficili come resine melaminiche, poliacetati ed anche pi\u00f9 difficili. Tutti sono da considerarsi &#8220;degradabili ma chiss\u00e0 quando&#8221;.<\/li>\n<li>L&#8217;<strong>etilene<\/strong> va osservato in maniera pi\u00f9 attenta, perch\u00e9 da esso si ricavano dei derivati con cui vengono costruiti prevalentemente gli imballi pi\u00f9  comuni: il Cloruro di Vinile (<strong>PVC<\/strong>) che, se bruciato, produce<strong> Diossina<\/strong> (altamente tossica), le resine poliestere (<strong>UP<\/strong>), il polietilenetereftalato (<strong>PET<\/strong>), di cui sono fatte le bottiglie di acqua minerale che tutti conosciamo.<br \/>\nE ancora il polietilene ad alta densit\u00e0 (<strong>HDPE<\/strong>), quello che volgarmente si chiama cartene per il rumore che produce quando lo si adopera per l&#8217;imballaggio; e infine sempre dall&#8217;Etilene si produce il Polietilene a bassa densit\u00e0 (<strong>LDPE<\/strong>).<\/li>\n<li>Il <strong>propilene <\/strong>invece \u00e8 il padre di tutti quei derivati che servono alla produzione di oggetti pi\u00f9 solidi, ma nel contempo elastici e resistenti. Come ad esempio l&#8217;Acrilostirile-Butadlene-Stirene (<strong>ABS<\/strong>), che ha diversi campi d&#8217;impiego; i pi\u00f9 noti sono i cruscotti delle nostre lavatrici, le manopole, gli obl\u00f2, e tantissimi altri componenti di elettrodomestici.<br \/>\nSempre dal propilene derivano il Polipropilene (<strong>PP<\/strong>, il Poliammide (<strong>PA<\/strong>) e il Policarbonato (<strong>PC<\/strong>); quest&#8217;ultima sigla, in questo caso, non identifica il personal computer di casa, ma magari qualche sua parte componentistica di particolare resistenza.<\/li>\n<li>Il <strong>benzolo <\/strong>\u00e8 il padre delle Resine Poliestere (<strong>UP<\/strong>).<\/li>\n<li>Dall&#8217;<strong>etilbenzolo<\/strong> si ricava il Polistirolo (<strong>PS<\/strong>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sicuramente ho tralasciato altri materiali, sia perch\u00e9 meno importanti per il discorso che ho intrapreso, sia per la mia ignoranza di &#8220;semplice praticone&#8221;, sia per non appesantire troppo una esposizione che, se spinta troppo sul particolare, finirebbe con l&#8217;ingarbugliare maggiormente le idee di chi non \u00e8 addetto ai lavori.<\/p>\n<p>Questi materiali li si trovano nel mercato sotto forma di <strong>granuli<\/strong> di diverso colore (se gi\u00e0 miscelati con coloranti &#8220;detti master&#8221;, oppure con additivi o materiali di recupero da riciclaggio), ma possono essere anche trasparenti.<\/p>\n<p>Sono lavorati con un processo di <strong>soffiatura<\/strong>, o laminatura, mediante trafile verticali od orizzontali, oppure utilizzando la metodologia di <strong>iniezione<\/strong>, con macchinari come le presse oleodinamiche.<\/p>\n<p><strong><em>Degradabile o biodegradabile?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il 40% della produzione mondiale di Plastica, come banalmente e genericamente viene chiamata, \u00e8 costituita da oggetti il cui materiale \u00e8 costituito da <strong>PLT<\/strong>, ovvero da Polietilene.<br \/>\nQuesto materiale pu\u00f2 essere colorato e miscelato con altre sostanze ed \u00e8 l&#8217;unico, al momento, ad essere considerato  &#8220;degradabile&#8221; entro tempi &#8211; diciamo &#8211; accettabili, che qualcuno ha indicato in <strong>36 mesi<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/showText?tipodoc=Sindisp&amp;leg=14&amp;id=141611\">questo sito<\/a>  Atto di Sindacato Ispettivo del 21 giugno 2005 si legge:<\/p>\n<blockquote><p>(&#8230;) <em>nessun prodotto in Polietilene (PE) ha sinora dimostrato di poter essere in regola con lo standard EN 13432 e di conseguire i requisiti di biodegradazione e compostabilit\u00e0 fissati a livello comunitario e l&#8217;associazione internazionale delle industrie produttrici di plastiche e polimeri biodegradibili (IBAW) ha recentemente denunciato i rischi connessi all&#8217;inquinamento diffuso e ai danni per i sistemi di riciclaggio delle plastiche causate dagli additivi;<\/em><\/p>\n<p><em>i prodotti plastici in PE oxo-biodegradable PE possono frammentare in piccole particelle dopo l&#8217;esposizione ai raggi solari e in condizione di alte temperature e dopo la frammentazione rimanere in larga parte resistenti alla biodegradazione con il rischio, a causa della lentezza del processo, di un&#8217;accumulazione nell&#8217;ambiente<\/em> (&#8230;)<\/p><\/blockquote>\n<p>Per correttezza indico anche <a href=\"http:\/\/www.coopfirenze.it\/info\/art_3008.htm\">questo sito<\/a> nel quale notiamo queste precisazioni:<\/p>\n<blockquote><p>(&#8230;) <em>Sulle obiezioni relative alla qualit\u00e0 del prodotto, Coop pu\u00f2 invece mettere in campo numerosi test e analisi. Entrando nel dettaglio pi\u00f9 tecnico i nuovi shopper Coop contengono un additivo (EPI-TDPA<sup>TM<\/sup>) che miscelato al polietilene convenzionale permette una degradazione ossidativa della plastica (vale a dire che la struttura comincia a frammentarsi) permettendo la completa degradazione del sacchetto entro 36 mesi.<br \/>\nStudi che certificano questi risultati sono stati condotti dall&#8217;Universit\u00e0 francese &#8220;Blaise Pascal&#8221; di Clermont Ferrand, e dall&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Pisa. Nonostante questi studi Coop ha voluto fare un test autonomo, incaricando un laboratorio indipendente (CSI Bollate) di verificare la curva di degradazione dello shopper in base alle norme europee esistenti, con risultati pienamente positivi.<br \/>\n\u00c8 poi disponibile una seconda batteria di test relativi all&#8217;eventuale ecotossicit\u00e0 dei materiali utilizzati. Qui la sperimentazione \u00e8 stata condotta dal Laboratorio BVA Linz nel <\/em><em>Composting plant di Vienna Neustadt e dal Laboratorio OWS Gent in Belgio. I risultati indicano che rispetto al rischio di rilascio di metalli tossici non c&#8217;\u00e8 alcuna influenza dannosa su piante e animali<\/em> (&#8230;)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Biodegradabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>La plastica biodegradabile \u00e8 invece tutt&#8217;altra cosa, che viene spiegata in maniera semplice ma da fonte attendibile su <a href=\"http:\/\/www.materbi.com\/ita\/html\/prodotto\/cosematerbi\/biodegradabilita.html\">questa pagina<\/a>.<\/p>\n<p>La biodegradabilit\u00e0 \u00e8 la caratteristica delle sostanze e dei materiali naturali di essere assimilati dai microrganismi e di essere cos\u00ec immessi nei cicli naturali.<\/p>\n<p>E&#8217; questo, in effetti, un concetto familiare a tutti. I materiali organici naturali, giunti al suolo, tendono progressivamente a decomporsi, a sparire. Questo fenomeno \u00e8 molto importante per l&#8217;ambiente che deve liberarsi dai rifiuti e dalle scorie per far posto alla nuova vita. Gli alberi, le piante, le alghe, ossia tutti gli organismi fotosintetici, grazie al &#8220;motore&#8221;, il sole, fonte inesauribile di energia, assumono anidride carbonica dall&#8217;atmosfera e la utilizzano per sintetizzare zuccheri e tutte le altre numerosissime sostanze presenti in natura. Tramite la catena alimentare, il flusso di sostanze e di energia passa dalle piante agli erbivori e da questi ai carnivori.<\/p>\n<p>Questo meccanismo si incepperebbe velocemente, per\u00f2, se non esistesse la possibilit\u00e0 inversa, cio\u00e8 quella che permette di liberare anidride carbonica a partire dalla materia organica. Quindi il processo di <strong>biodegradazione<\/strong> ha, nell&#8217;equilibrio naturale, pari dignit\u00e0 col processo inverso di <strong>fotosintesi<\/strong> di cui rappresenta l&#8217;esito e nello stesso tempo la partenza. Ruolo importante nella biodegradazione \u00e8 quello dei microrganismi che, presenti in qualunque ambiente, si nutrono dei rifiuti organici. La materia organica viene cos\u00ec ritrasformata in anidride carbonica con la chiusura del ciclo naturale.<\/p>\n<p>La <strong>Novamont<\/strong> \u00e8 una delle ditte che sono riuscite a produrre il materiale certificato <strong>biodegradabile<\/strong>, come si pu\u00f2 vedere <a href=\"http:\/\/www.materbi.com\/ita\/html\/PDF\/EPD_NF_1802021.pdf\" title=\"Granulato Plastico Biodegradabile Mater-Bi tipo NF per Film\">qui<\/a>, utilizzando &#8220;<em>materie prime rinnovabili di origine vegetale<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Le <strong>ricerche<\/strong> poi sono tutta un&#8217; altra cosa, sono apprezzabili, ma sono da seguire solo a livello teorico fintanto che non ci sono gli OK della Scienza Ufficiale<\/p>\n<p>Ecco alcuni esempi:<\/p>\n<ul>\n<li> <a href=\"http:\/\/www.ecplanet.com\/canale\/scienza-1\/materiali-93\/0\/0\/7805\/it\/ecplanet.rxdf\" title=\"Una plastica biodegradabile\">Una plastica biodegradabile<\/a>, di Enrico Loi<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.molecularlab.it\/news\/view.asp?n=3831\">Plastica biodegradabile da batteri<\/a>, Le Scienze (28\/02\/2006)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Detto questo, voglio rifugiarmi dietro una speranza: che chi gioca con quel prefisso &#8220;<strong>BIO<\/strong>&#8221; non lo faccia per motivi speculativi, ma per semplice <strong>ignoranza<\/strong> in materia.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>Franco Giannini<\/em> e <em>Gianluigi Mazzufferi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se in campo scientifico non esistono mai certezze assolute, ma solo risultati che si approssimano sempre pi\u00f9 alla verit\u00e0 delle cose, noi che non siamo scienziati vogliamo dire la nostra. Magari per essere confutati! Oggi \u00e8 la volta di una vicenda quotidiana, palese ed occulta allo stesso tempo. Ci occupiamo dei cosiddetti \u201cshopper\u201d, i &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/degradabile-o-biodegradabile\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Degradabile o biodegradabile?&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":67,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[985,984,471],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1221"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/67"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1221"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1221\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}