{"id":1125,"date":"2008-04-01T23:43:27","date_gmt":"2008-04-01T22:43:27","guid":{"rendered":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/?p=1125"},"modified":"2008-03-31T21:28:51","modified_gmt":"2008-03-31T20:28:51","slug":"in-algeria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/in-algeria\/","title":{"rendered":"In Algeria"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"Il logo de \u201cGli Adriatici\u201d\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/tag\/gli-adriatici\/\"><img decoding=\"async\" class=\"noborder\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/gli-adriatici_logo.JPG\" alt=\"Il logo de \u201cGli Adriatici\u201d\" align=\"left\" \/><\/a>(<a title=\"In Marocco\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/in-marocco\/\">segue&#8230;<\/a>) <strong>Oran<\/strong> \u00e8 la prima tappa in Algeria. Dobbiamo seguire il confine tra Marocco e Algeria fino alla costa prima di poter fare un diretto per Oran; ci impiegheremo due ore. Altre due ore le passeremo a terra tra le pratiche burocratiche. Tutto si paga in contanti, euro o dollari, non si accetta valuta locale per aerei stranieri, e non si accettano carte di credito.<br \/>\nChi siete? Dove andate? Per chi lavorate? Un mucchio di domande inutili che ci sottraggono tempo prezioso!<a title=\"Porto deserto in Algeria\" href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/7518550\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/porto-deserto-in-algeria.JPG\" alt=\"Porto deserto in Algeria\" align=\"right\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ci frughiamo in tasca per pagare la benzina, poi le tasse e contro tasse, timbri e ricevute. Ripartiamo con i portafogli vuoti in direzione Algeri.<\/p>\n<p>200 Km di nulla, strade deserte, paesini polverosi affacciati sulla costa, porti in cemento senza l&#8217;ombra di una barca. Com&#8217;\u00e8 possibile? Sar\u00e0 davvero cos\u00ec oppure \u00e8 il nostro stato d&#8217;animo, l&#8217;incertezza di viaggiare senza contanti in tasca o cos&#8217;altro?<br \/>\nEppure l&#8217;Algeria ha i pi\u00f9 grandi giacimenti di petrolio nel Nord-Africa, \u00e8 possibile che sia tutto cos\u00ec desolato?<!--more--><\/p>\n<p><em><strong>Algeri<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Atterriamo ad Algeri con l&#8217;intenzione di rifornire e ripartire immediatamente per <strong>Annaba<\/strong>.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 niente da fare. I funzionari, la dogana, anche gli addetti alla pompa della benzina ci fanno perdere delle ore.<br \/>\nCi frughiamo nelle tasche per l&#8217;ennesima volta, e ci rendiamo conto di non avere abbastanza soldi. Gli ATM locali sono tutti fuori uso. Per la prima volta nella mia vita, dopo che per anni ho volato in zone diverse del mondo, devo utilizzare i famosi dollari d&#8217;emergenza! Li tengo da anni nel cosciale di volo e non sono mai stato cos\u00ec disperato, ridotto cos\u00ec male da usarli.<br \/>\nRacimoliamo giusto-giusto il necessario per la benzina e le tasse, restiamo con 8 dollari e 3 euro in tutto.  Ci affrettiamo a presentare il piano di volo per Annaba, poi una volta li si vedr\u00e0!<\/p>\n<p>Ma i problemi non sono finiti: il funzionario a cui abbiamo pagato le tasse si accorge di non averci fatto pagare un&#8217;altra tassa.<br \/>\nCi chiama nel suo ufficio, estrae ben tre volumi delle regolamentazioni aeronautiche locali e un libretto per le ricevute.<br \/>\nGrazie alla precedente esperienza ad Oran sappiamo che secondo una postilla nelle regolamentazioni aeronautiche locali (di cui ci siamo appuntati il numero) non siamo tenuti a pagare certe tasse che invece vengono applicate agli aerei commerciali.<br \/>\nMa il burocrate locale insiste! Carlo, preso da ira post 9\/11, immaginandosi future colonizzazioni arabe nel mondo latino, e muezzin che pregano dalla cupola di San Pietro, sbotta e attacca il burocrate indigeno. Evitiamo di pagare la tassa che non ci spetta, ma il burocrate imperterrito ne trova comunque un&#8217;altra, per un importo di circa due euro, e ce la impone senza piet\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie all&#8217;ulteriore ritardo all&#8217;ufficio traffico ci cancellano il piano di volo (non si vola in VFR dopo le effemeridi).<br \/>\nSiamo bloccati, in tasca ho una moneta da 1 euro, che custodisco gelosamente; Guido ha gli altri 8 dollari rimasti dai miei &#8220;dollari d&#8217;emergenza&#8221;!<br \/>\nCi sar\u00e0 qualcuno nella capitale Algerina che accetta le carte di credito!?<\/p>\n<p>Fiduciosi nella &#8220;divina provvidenza&#8221; prendiamo un taxi a cui offriamo 8 dollari per portarci in citt\u00e0, per trovare un albergo e una banca aperta, o un ATM per prelevare contanti.<br \/>\nIl taxi ci lascia in citt\u00e0, ma 8 dollari sono pochi per aspettarci, quindi continuiamo a piedi. Le banche sono tutte chiuse, gli ATM tutti fuori servizio, e gli alberghi di quella zona non accettano carte di credito.<br \/>\nDopo oltre due ore di cammino, attraversata la citt\u00e0 e risalita una collinetta, arriviamo esausti, sudati e sporchissimi in un lussuoso albergo che alcuni passanti ci avevano indicato.<\/p>\n<p>Carlo e Guido raccontano la nostra storia all&#8217;incredulo &#8220;<em>receptionist<\/em>&#8220;. &#8220;<em>Stiamo attraversando il Nord Africa con il nostro aereo privato<\/em>&#8220;, dice Carlo. L&#8217;educatissimo signore alla <em>reception<\/em> deve aver faticato parecchio per non ridere, avendo avanti a se tre esseri luridi, in calzoncini corti, che sostengono di avere un aereo privato, ma non un po&#8217; di soldi in contanti.<br \/>\nPrendiamo una stanza e inaspettatamente ci promettono dei contanti prelevabili dalla carta di credito.<\/p>\n<p>Dopo una sana doccia indossiamo ancora quel poco a disposizione per cenare, ma i camerieri ci respingono dal ristorante. A quanto pare i nostri calzoni corti non sono consentiti in un ristorante di questo livello!<br \/>\nSegregati in giardino, vicino alla piscina divoriamo qualcosa mentre ristabiliamo i contatti via sms con le &#8220;truppe di terra&#8221;.<br \/>\nLe &#8220;fanciulline&#8221; (ovvero le &#8220;truppe di terra&#8221;) dall&#8217;altro lato del Mediterraneo ci informano di aver trovato alloggio tra Saint Tropez e Monte Carlo. Stanno bene e cercano di godersi al massimo il viaggio di ritorno (mentre noi soffriamo in Algeria!)<\/p>\n<p>Diretti all&#8217;aeroporto acquistiamo un po&#8217; di frutta e qualcos&#8217;altro da mangiare in volo. Abbiamo intenzione di raggiungere al pi\u00f9 presto la maggior distanza possibile dall&#8217;Algeria.<br \/>\nAnche ora ci sono altre tasse da pagare, i soliti problemi con i funzionari che ci conducono di ufficio in ufficio, poi, non so come, stiamo rullando, pronti per la partenza.<br \/>\nStacchiamo le ruote da terra con sollievo, Annaba \u00e8 la nostra ultima sosta tecnica in Algeria ed \u00e8 a circa 220 Km dalla capitale. (<a title=\"Da Annaba a Tunisi\" href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/da-annaba-a-tunisi\/\"><em>continua&#8230;<\/em><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(segue&#8230;) Oran \u00e8 la prima tappa in Algeria. 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