{"id":107,"date":"2005-03-13T23:23:00","date_gmt":"2005-03-13T21:23:00","guid":{"rendered":"631783678"},"modified":"2005-11-25T01:43:16","modified_gmt":"2005-11-24T23:43:16","slug":"scienza_societa_biotecnologie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scienza_societa_biotecnologie\/","title":{"rendered":"Scienza, Societ\u00e0, Biotecnologie"},"content":{"rendered":"<p>Il periodo storico che stiamo vivendo pu&ograve; essere tranquillamente definito come &ldquo;l&rsquo;epoca delle biotecnologie&rdquo;: biotecnologie che promettono di trasformare il nostro pianeta per far scomparire malattie, fame, povert&agrave;, mettendo allo stesso tempo in discussione le radicate basi morali della cosiddetta &ldquo;societ&agrave; occidentale&rdquo;.<\/p>\n<p>Tematiche quali la clonazione umana, l&rsquo;utilizzo delle cellule staminali, gli organismi geneticamente modificati (OGM) evidenziano oggi, come mai prima d&rsquo;ora, tutte le contraddizioni e i paradossi di cui &egrave; vittima una scienza senza limiti e priva di controllo. La biologia che promette un&rsquo;illimitata palingenesi fornisce nel contempo le basi teoriche e pratiche per la produzione di strumenti veramente &ldquo;micidiali&rdquo;: non si tratta di rinverdire i fasti della teoria che vuole le ricerche ed i risultati della scienza sempre positivi e la loro utilizzazione soggetta al &ldquo;buono&rdquo; o al &ldquo;cattivo&rdquo; uso, ma di capire che disgiungere i risultati della scienza dalla loro utilizzazione pratica significa separare la scienza dal suo contesto sociale. Corollario della natura della scienza, infatti, &egrave; il sacrosanto diritto dei cittadini &ldquo;comuni&rdquo; di discutere dei fatti della scienza e di decidere di volta in volta se questa rappresenti un &ldquo;progresso&rdquo; od un &ldquo;limite&rdquo;, senza cos&igrave; soggiacere a impostazioni autoritarie tecnicistiche e specialistiche legate pi&ugrave; agli interessi di pochi (leggasi multinazionali del settore &ldquo;Biotech&rdquo;) che a quelli della collettivit&agrave;.  <\/p>\n<p>Quando si parla di biotecnologie spesso si fa una gran confusione, con il rischio di non riuscire a discernere le complessit&agrave; e le diversit&agrave; di ogni singola tecnica oggi in uso. Proviamo a fare &ldquo;ordine&rdquo; con una breve sintesi.<\/p>\n<p>E&rsquo; certamente una biotecnologia il &ldquo;miglioramento&rdquo; di una specie vegetale attraverso incroci e selezioni all&rsquo;interno della stessa specie, arrivando in tempi relativamente brevi ad una pianta in grado, ad esempio, di produrre lo stesso frutto ma in situazioni ambientali diverse o con una resa superiore. D&rsquo;altra parte, &egrave; sicuramente una biotecnologia la modificazione genetica &ndash; sempre per finalit&agrave; produttive &ndash; di una pianta nel cui DNA &egrave; stato inserito un gene estraneo, proveniente da un&rsquo;altra specie vegetale o, addirittura, da una specie animale.<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; per&ograve; una grande, importante differenza: nel primo caso si copia, anche se con finalit&agrave; molto diverse, quello che la natura, con la selezione naturale, mette in opera quotidianamente in risposta alle pressioni ambientali e alle mutazioni genetiche proprie di ogni singola specie; si lavora sulla genetica della pianta, dunque, ma non si inseriscono &ldquo;pezzi&rdquo; di DNA estranei alla specie stessa. Nel secondo caso, invece, si infrange una vera e propria &ldquo;barriera naturale&rdquo; andando a modificare il patrimonio genetico di un vivente &ndash; che ha quella particolare, unica, irripetibile e stabile configurazione genetica ottenuta grazie al risultato dei processi evolutivi durati anni e anni ed ancora in corso &ndash; inserendo nel suo DNA uno o pi&ugrave; geni provenienti da una specie diversa che, spesso e volentieri, &egrave; separata da milioni di anni dal punto di vista filogenetico. Una tecnologia gi&agrave; di per se aberrante e senza controllo che purtroppo ben si sposa con finalit&agrave; legate alla bieca commercializzazione di questi nuovi &ldquo;oggetti viventi&rdquo; cos&igrave; ottenuti e brevettati, i tanto famigerati organismi geneticamente modificati.&nbsp; <\/p>\n<p>In questa sede non voglio appesantire troppo le mie riflessioni andando a ribattere, con argomentazioni motivate, ai presunti benefici degli OGM tanto sbandierati dai loro sostenitori. Argomento che conto di riprendere in una prossima &ldquo;puntata&rdquo; sul tema. Mi piace riportare, per&ograve;, un solo esempio che considero veramente significativo e illuminante rispetto alla sincerit&agrave;, all&rsquo;indipendenza intellettuale e alla buona fede dei brillanti ricercatori pro-OGM e delle lobbies ad essi colluse: l&rsquo;emblematico caso del &ldquo;Golden Rice&rdquo;, ovvero quando si specula sulle gravi e reali situazioni di denutrizione in vaste aree del Terzo Mondo per ottenere consenso popolare ed enormi vantaggi economici.<\/p>\n<p>Il Golden Rice &egrave; una &ldquo;meravigliosa&rdquo; variet&agrave; di riso raffinato ad alto contenuto del precursore della vitamina A (il beta-carotene) che gli scienziati pro-OGM hanno creato in laboratorio per salvare dalla fame, una volta per tutte, i poveri delle regioni africane, asiatiche e dell&rsquo;America latina, nelle cui popolazioni &egrave; stata da tempo riscontrata un&rsquo;alta deficienza proprio di vitamina A (specialmente nei bambini), correlata ad altre carenze di micronutrienti (come ferro, iodio e zinco). <\/p>\n<p>Il riso &egrave; uno dei principali, se non l&rsquo;unico, alimento-base di queste popolazioni: l&rsquo;avitaminosi &egrave; dovuta sia alla graduale sostituzione delle migliaia di variet&agrave; di riso integrale coltivate (pi&ugrave; di 10.000 nel 1949) con le attuali due sole variet&agrave; raffinate il cui valore nutrizionale si &egrave; notevolmente ridotto, sia alle condizioni di assoluta povert&agrave;. Questi sono alcuni degli effetti della cosiddetta &ldquo;rivoluzione verde&rdquo; (che ha come principio base la monocoltura) e della reiterata proposizione di modelli agrari insostenibili (leggasi &ldquo;neocolonialismo economico&rdquo;) che hanno costretto a modificare le tradizionali pratiche agricole locali e, di conseguenza, i modelli agro-nutrizionali delle popolazioni rurali, per la sovrapproduzione che vola verso il &ldquo;Nord&rdquo; del mondo. Nel caso del riso, per ragioni commerciali legate alla domanda del mercato occidentale, questo viene privato dello strato esterno di aleuroni naturalmente ricco in provitamina A: l&rsquo;involucro esterno, infatti, tende ad irrancidirsi durante lo stoccaggio, specialmente nelle aree tropicali. <\/p>\n<p>Ebbene il riso OGM &ldquo;arricchito&rdquo; con beta-carotene, che viene in apparente soccorso al modello commerciale che colpisce duramente lo stato nutrizionale delle popolazioni locali, &egrave; il prodotto di 10 anni di costosissime ricerche (circa 100 milioni di dollari) grazie alle quali si &egrave; &ldquo;costruita&rdquo; una pianta nel cui DNA sono stati inseriti geni e materiali genetici provenienti principalmente dal virus del mosaico del cavolfiore CaMV e dal batterio del suolo Agrobacterium tumefaciens (responsabile di molti tumori vegetali). In questa variet&agrave; di riso, dunque, si ritrova in piccole quantit&agrave; il beta-carotene che si &egrave; perso con le moderne tecnologie di raffinazione, ma anche tutta una serie di prodotti non identificati e non caratterizzati (proteine, geni, ecc.) dei quali, ovviamente, non si sa nulla n&eacute; sul loro valore nutrizionale, n&eacute; tantomeno sulla loro tossicit&agrave; e stabilit&agrave;.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Multinazionali del Biotech finalmente benefiche e fame del mondo almeno parzialmente sconfitta ? Non proprio.<br \/>Quello che non viene sapientemente detto n&eacute; divulgato da chi sta facendo fruttare i circa 70 brevetti sul Golden Rice (&hellip;pensavate fosse gratuito ?) &egrave; che, vista la quantit&agrave; di beta-carotene del riso OGM, una dieta normale (di circa 300 grammi di riso al giorno) fornirebbe solo l&rsquo;8% della quantit&agrave; giornaliera di questa preziosa provitamina A raccomandata dai nutrizionisti. E cio&egrave;: una donna in fase di allattamento dovrebbe nutrirsi con circa 18 kg di riso cotto al giorno per ottenere la quantit&agrave; di beta-carotene che le &egrave; necessaria !<\/p>\n<p>Se qualcuno pensasse &ldquo;&hellip;meglio poco che niente&hellip;&rdquo; &egrave; bene che rifletta anche sul processo fisiologico di trasformazione del beta-carotene in vitamina A. Infatti una volta ingerito, il precursore vitaminico deve essere trasformato dall&rsquo;organismo e questo non avviene se la dieta &egrave; troppo povera di grassi, proteine, zinco e vitamina E; dunque &hellip;. i poveri del Terzo Mondo rischiano di non utilizzare nemmeno quel poco di beta-carotene contenuto nel Golden Rice a causa delle note carenze alimentari. E questo evidenzia ancor di pi&ugrave;, se mai ce ne fosse stato bisogno, che ai problemi provocati da una tecnologia si risponde proponendo una nuova biotecnologia, ignorando completamente che esiste una realt&agrave; soggiacente al mondo artificiale. Una realt&agrave; che chiede soluzioni che l&rsquo;approccio ipertecnologico non potr&agrave; mai fornire. <\/p>\n<p>In conclusione a queste mie considerazioni, non posso non far notare come oggi quello che manca &egrave; un serio approfondimento a vari livelli del rapporto &ldquo;uomo-natura&rdquo; e dell&rsquo;effetto sulla nostra identit&agrave; di un mondo naturale svilito a risorsa da rapinare e a recipiente di prodotti a presunto &ldquo;alto valore aggiunto&rdquo;, ottenuti dalla cruenta trasformazione\/modificazione del patrimonio genetico degli esseri viventi. In questo contesto la commercializzazione della scienza ed i rapporti sempre pi&ugrave; stretti tra universit&agrave; ed industria aventi finalit&agrave; stile &hellip; do ut des &hellip;, stanno minando la fiducia del &ldquo;grande pubblico&rdquo; verso la scienza e gli studiosi, verso una ricerca scientifica che obbedisce agli interessi economici, alle nuove regole sulla brevettazione, alla moderna pirateria che preda le risorse genetiche del Terzo Mondo.<\/p>\n<p>Le splendide certezze di un avvenire migliore, di un &ldquo;progresso&rdquo; legato al consumismo che fa rima con benessere e che scienza ed economia pubblicizzano incessantemente con il pi&ugrave; o meno tacito placet dei politici di turno, sono continuamente smentite dalla dura, e spesso drammatica, realt&agrave; vissuta dalla maggior parte del genere umano; certezze che svaniscono giorno dopo giorno nel fallimento di un progetto &ldquo;cosmetico&rdquo; inteso a modificare ed abbellire i clamorosi insuccessi di una grossa parte del sapere ipertecnologico (vedi il caso degli OGM) sempre pi&ugrave; lontano dai bisogni quotidiani della gente. <br \/>Il nostro ruolo di &ldquo;cittadini-consumatori informati, critici e consapevoli&rdquo; &egrave; quello di continuare ad essere informati e fare controinformazione per spingere i nostri politici, i nostri amministratori, i nostri concittadini pi&ugrave; &ldquo;ignavi&rdquo; verso valori quali la tutela della natura e della biodiversit&agrave;, la giustizia sociale, la solidariet&agrave; ed il rispetto della vita in ogni sua forma. Senza per questo essere tacciati di oscurantismo o di essere definiti nemici del &ldquo;progresso&rdquo;, proprio come gli oppositori al riso OGM &ldquo;Golden Rice&rdquo; sono stati definiti.<\/p>\n<p>David Fiacchini<br \/>Biologo<br \/>[dr.fiacchini@libero.it]<\/p>\n<h3>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE<\/h3>\n<p>Ladri di geni. Dalle manipolazioni genetiche ai brevetti sul vivente. <br \/>Gianni Tamino, Fabrizia Pratesi.<br \/>Editori Riuniti<\/p>\n<p>Etica, biodiversit&agrave;, biotecnologie, emergenze ambientali.<br \/>Gino Ditaldi, Margherita Hack, Gianni Tamino.<br \/>Edizioni Isonomia.<\/p>\n<p>Le biotecnologie. Atti del seminario di Roma, 24 settembre 1999.<br \/>Ministero dell&rsquo;Ambiente,<br \/>Supplemento al mensile &ldquo;l&rsquo;ambiente informa&rdquo; n. 11 &ndash; 1999.<\/p>\n<p>Riso transgenico dilemma cinese (Gianni Tamino).<br \/>Altreconomia, n. 59, marzo 2005, pp.14-16<\/p>\n<p>Coltivazioni transgeniche e lobbies OGM: Alemanno, il pesto, il decreto indigesto (Gianni Tamino).<br \/>Gaia, n. 22\/2004, inverno 2005, pp. 16-19<\/p>\n<p>Soia OGM in Argentina: un fallimento annunciato (Sue Bradford).<br \/>Gaia, n. 22\/2004, inverno 2005, pp. 18-19<br \/>(giornalista del NEW SCIENTIST; <a href=\"http:\/\/www.newscientist.com\/\">www.newscientist.com<\/a>)<\/p>\n<p>RISORSE IN RETE:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lescienze.it\/index.php3?id=10454\">www.lescienze.it\/index.php3?id=10454<\/a><br \/>Le Scienze: &quot;Politico blocca studi sugli OGM&quot;<\/p>\n<p>www.greenpeace.it<br \/>Greenpeace, uno dei pi&ugrave; grandi movimenti ambientalisti del mondo<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ciboogmnograzie.it\/\">www.ciboogmnograzie.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.equivita.it\/\">www.equivita.it<\/a><br \/>Equivita, Comitato Scientifico Antivivisezionista<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.genet-info.org\/\">www.genet-info.org<\/a><br \/>GENET, rete internazionale informatica che riporta notizie su geni e OGM.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il periodo storico che stiamo vivendo pu&ograve; essere tranquillamente definito come &ldquo;l&rsquo;epoca delle biotecnologie&rdquo;: biotecnologie che promettono di trasformare il nostro pianeta per far scomparire malattie, fame, povert&agrave;, mettendo allo stesso tempo in discussione le radicate basi morali della cosiddetta &ldquo;societ&agrave; occidentale&rdquo;. Tematiche quali la clonazione umana, l&rsquo;utilizzo delle cellule staminali, gli organismi geneticamente modificati &hellip; <a href=\"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/scienza_societa_biotecnologie\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Scienza, Societ\u00e0, Biotecnologie&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[252,254,253],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107"}],"collection":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scaloni.it\/popinga\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}