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	<title>Popinga &#187; sacerdozio</title>
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		<title>Liturgia cattolica: Mencucci risponde a Langone</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Mencucci</dc:creator>
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		<itunes:summary>Lrsquo;ultimo intervento della sera di sabato 14 novembre a Ancona al convegno :rdquo;Il divino ed il Demoniaco nellrsquo;Arterdquo;, egrave; stato quello di Camillo Langone.
Si chiudevano cosigrave; i due giorni organizzati dal Centro Studi Oriente Occidente, associazione molto nota per le sue qualificate attivitagrave; nel campo degli studi teologici, filosofici e letterari.Di notevole impatto egrave;  stata la relazione di questo noto e quotato giornalista e scrittore, che si autodefinisce ldquo;critico liturgicordquo;.  Il tema da lui sviluppato, che potete ascoltare nel podcast qui ospitato, egrave; stato questo: ldquo;La liturgia italiana oggi tra sacro e troppo umanordquo;.
Nel mettere quindi a disposizione la brillante conferenza (un rinnovato grazie agli organizzatori) ci egrave; parso utile pubblicare, come contributo critico di approfondimento, lo scritto che segue. Ersquo; opera del nostro amico Professor Don Vittorio Mencucci che, su nostra sollecitazione, ha ascoltato la registrazione. Lo  ringraziamo per la disponibilitagrave; e, come sempre, per le intrinseche qualitagrave; dello scritto (N.d.R.).

Mi stupisce la ldquo;leggerezzardquo;, non solo di stile, con cui viene trattata la situazione della messa domenicale. Il fatto che gran parte di quanti si professano cattolici non la frequentino egrave; segno evidente che non dice piugrave; nulla alla loro coscienza. Questa interiore crisi la sentono sia quanti si aggrappano alla sua forma piugrave; tradizionale, come ad ancora di salvezza, per non farsi travolgere, sia quanti tentano nuove forme che possano parlare allrsquo;uomo moderno. In questa situazione credo innanzitutto opportuno ripensare la storia, in primo luogo per sfatare la presunta intangibilitagrave; della forma attuale, come se fosse quella originaria, in secondo luogo per cogliere stimoli per nuove forme che ancora nessuno possiede, ma che vanno ricercate nellrsquo;esperienza di fede di una comunitagrave; che cammina nella storia.

Gesugrave; per lasciare un ricordo di seacute; e continuare la presenza tra i suoi, ha pensato al gesto piugrave; semplice e umano che si radica in uno dei due istinti fondamentali di ogni essere vivente: il nutrirsi per conservare il proprio essere; ma nellrsquo;uomo la nutrizione non comporta soltanto il riempirsi lo stomaco: sente il bisogno di sedersi a tavola condividendo il cibo con le persone che ama, in unrsquo;esperienza che, partendo dallrsquo;istinto, si arricchisce di sentimenti e di dialogo. Nei primi tempi del cristianesimo  egrave; dominante il modello di cena e di pane condiviso, anche se non manca una lettura sacrificale.

Nel terzo secolo il linguaggio sacrificale diventa esclusivo, di conseguenza la cena diventa il sacrificio, la mensa diventa altare, chi presiede (apostolo o anziano = presbitero) diventa sacerdote. In quanto sacerdote sacrificatore, lui stesso deve fare della sua vita un sacrificio. Il sacrificio comporta la puritagrave; rituale, soprattutto intesa come astinenza dalla sessualitagrave; (rispunta il linguaggio della legislazione mosaica sul puro e impuro, che Gesugrave; aveva criticato).

Cristo non ha parlato di sacerdoti e non poteva parlarne, percheacute; il sacerdote egrave; il gestore del sacro, e nel cristianesimo non crsquo;egrave; il sacro (la religiositagrave; del tempio cede il posto alla fede nella sua umanitagrave;, morta in croce e risorta: distruggete questo tempio e in tre giorni lo ricostruirograve; non fatto da mani drsquo;uomohellip;), e nemmeno crsquo;egrave; un nuovo sacrificio da compiere per la salvezza degli uomini, percheacute; la salvezza lrsquo;ha donata Cristo sulla croce una volta per sempre e per tutti, si tratta solo di annunciarla e riviverla in ogni luogo e in ogni tempo: questo egrave; il compito degli apostoli, non dei sacerdoti.  Non solo manca la parola, ma tutta la mentalitagrave; nuova del Vangelo egrave; estranea e persino contrapposta alla casta sacerdotale esistente e alla figura sa...</itunes:summary>
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