<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Sull&#8217;anarchia e la tolleranza</title>
	<atom:link href="http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Jan 2012 13:55:00 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Andrea Scaloni</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4449</link>
		<dc:creator>Andrea Scaloni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 19:57:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4449</guid>
		<description>Quello che avevo da dire l&#039;ho già &lt;a href=&quot;http://scaloni.it/popinga/disobbedienti_de_noantri/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;detto&lt;/a&gt; a suo tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che avevo da dire l&#8217;ho già <a href="http://scaloni.it/popinga/disobbedienti_de_noantri/" target="_blank" rel="nofollow">detto</a> a suo tempo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Gasparetti</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4436</link>
		<dc:creator>Francesco Gasparetti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 21:58:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4436</guid>
		<description>

&lt;blockquote&gt;applausi&lt;/blockquote&gt;


per Fibra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>applausi</p></blockquote>
<p>per Fibra?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maddeche</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4415</link>
		<dc:creator>maddeche</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 23:07:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4415</guid>
		<description>applausi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>applausi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianluigi Mazzufferi</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4413</link>
		<dc:creator>Gianluigi Mazzufferi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 20:42:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4413</guid>
		<description>E’ certo un contributo interessante quello scritto da &lt;strong&gt;Leo&lt;/strong&gt;, ma dico subito che per me è un testo difficile. Forse perché di Francisco Ferrer ne so quanto immagino sappia lui sulla biologia dei mixomiceti! 
Per dare un parere che comunque ho, basato più sull’istinto (e sulle esperienze di vita) che sulla dottrina e sulla ragione, credo che i rapporti del vivere civile sono ben altra cosa delle pur lodevoli consuetudini cristiane. Un divieto di sosta è un divieto di sosta ed in un paese serio non ci sono eccezioni, come guarda caso avviene nella mia città, per assessori e maggiorenti, o anche – bontà loro - per gestanti e claudicanti.  
Se le regole del vivere civile non vanno bene, cosa assai frequente peraltro, si possono cambiare. Con metodi democratici quasi sempre, ma assai spesso attraverso quella onerosa procedura che è la “&lt;strong&gt;disobbedienza civile&lt;/strong&gt;”. Nel mio piccolo qualche volta ci ho provato. Ne accenno una per tutti ricordando che un tempo con i miei compagni lottavo in quanto la “&lt;em&gt;RAI disinforma&lt;/em&gt;”. Decisi allora, forte dell’appoggio radicale, ma di fatto isolato in periferia, che andava fatto il passo. “&lt;em&gt;Rai TV non ti pago più!&lt;/em&gt;” Quindi ho proceduto alla formale disdetta e per nove anni ho avuto l’ira di Dio di battaglie da combattere. Su tutti i fronti: dalla caserma della Guardia di Finanza alle aule del Tribunale di Torino, fino ad avere l’Ufficiale Giudiziario in casa, ma con qualche soddisfazione di principio. Ovviamente ciò è avvenuto nell’isolamento più assoluto di tanti amici e conoscenti che magari  l’abbonamento RAI non lo hanno mai pagato!
Ricordo un altro esempio, caro Leo, forse più attinente alla vicenda delle affissioni abusive: un nostro comune amico, Carletto, diversi anni fa per aver appeso dei volantini su una siepe lungomare è finito di fronte al Pretore, sotto processo.Si è anche difeso da  solo, senza avvocato! Perché allora tanto accanimento della macchina comunale contro un tipo che solo un giorno e solo una volta ha deciso di affiggere quattro banali foglietti? 
La domanda a me offre una sola risposta. 
In un sistema purtroppo malato come il nostro esistono sempre due pesi e due misure. Non saprei darne per certi i motivi, ma “a pensar male” spesso ci si avvicina al vero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ certo un contributo interessante quello scritto da <strong>Leo</strong>, ma dico subito che per me è un testo difficile. Forse perché di Francisco Ferrer ne so quanto immagino sappia lui sulla biologia dei mixomiceti!<br />
Per dare un parere che comunque ho, basato più sull’istinto (e sulle esperienze di vita) che sulla dottrina e sulla ragione, credo che i rapporti del vivere civile sono ben altra cosa delle pur lodevoli consuetudini cristiane. Un divieto di sosta è un divieto di sosta ed in un paese serio non ci sono eccezioni, come guarda caso avviene nella mia città, per assessori e maggiorenti, o anche – bontà loro &#8211; per gestanti e claudicanti.<br />
Se le regole del vivere civile non vanno bene, cosa assai frequente peraltro, si possono cambiare. Con metodi democratici quasi sempre, ma assai spesso attraverso quella onerosa procedura che è la “<strong>disobbedienza civile</strong>”. Nel mio piccolo qualche volta ci ho provato. Ne accenno una per tutti ricordando che un tempo con i miei compagni lottavo in quanto la “<em>RAI disinforma</em>”. Decisi allora, forte dell’appoggio radicale, ma di fatto isolato in periferia, che andava fatto il passo. “<em>Rai TV non ti pago più!</em>” Quindi ho proceduto alla formale disdetta e per nove anni ho avuto l’ira di Dio di battaglie da combattere. Su tutti i fronti: dalla caserma della Guardia di Finanza alle aule del Tribunale di Torino, fino ad avere l’Ufficiale Giudiziario in casa, ma con qualche soddisfazione di principio. Ovviamente ciò è avvenuto nell’isolamento più assoluto di tanti amici e conoscenti che magari  l’abbonamento RAI non lo hanno mai pagato!<br />
Ricordo un altro esempio, caro Leo, forse più attinente alla vicenda delle affissioni abusive: un nostro comune amico, Carletto, diversi anni fa per aver appeso dei volantini su una siepe lungomare è finito di fronte al Pretore, sotto processo.Si è anche difeso da  solo, senza avvocato! Perché allora tanto accanimento della macchina comunale contro un tipo che solo un giorno e solo una volta ha deciso di affiggere quattro banali foglietti?<br />
La domanda a me offre una sola risposta.<br />
In un sistema purtroppo malato come il nostro esistono sempre due pesi e due misure. Non saprei darne per certi i motivi, ma “a pensar male” spesso ci si avvicina al vero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele Sartini</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4408</link>
		<dc:creator>Gabriele Sartini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 11:43:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4408</guid>
		<description>Concordo con le parole di Gasparetti e di Paolo.
La questione non può essere banalizzata come si cerca di fare: &quot;ma in fondo cosa vuoi che sia un manifesto abusivo con tutto quello che succede!&quot;.
Facendo così, si aprono spazi preoccupanti perchè significa gettare la spugna pian piano e si rischia di degenerare.
La questione del rispetto della legalità è ben più ampia e complessa e non può essere banalizzata come spesso si cerca di fare.
Anche parlarne in un blog con qualche post è fuorviante... meglio parlarne di persona.
Non mi dilungo ma penso di poter esprimere qualche idea in merito, se non altro per gli studi che faccio.
Il problema ha fondamenti giuridici e sociologici ben precisi e che vi sia tolleranza in alcuni casi è un fatto fisiologico del sistema, necessario per la sua sopravvivenza (pensiamo a quella che per i reati si chiama cifra nera).
Altro è però, ripeto, semplificare tutto e dire che tanto son sciocchezze e dunque vanno tollerate.
Ci si avventerebbe in acque poco chiare e dai contorni inquietanti.
Sarebbe bello parlarne di persona.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con le parole di Gasparetti e di Paolo.<br />
La questione non può essere banalizzata come si cerca di fare: &#8220;ma in fondo cosa vuoi che sia un manifesto abusivo con tutto quello che succede!&#8221;.<br />
Facendo così, si aprono spazi preoccupanti perchè significa gettare la spugna pian piano e si rischia di degenerare.<br />
La questione del rispetto della legalità è ben più ampia e complessa e non può essere banalizzata come spesso si cerca di fare.<br />
Anche parlarne in un blog con qualche post è fuorviante&#8230; meglio parlarne di persona.<br />
Non mi dilungo ma penso di poter esprimere qualche idea in merito, se non altro per gli studi che faccio.<br />
Il problema ha fondamenti giuridici e sociologici ben precisi e che vi sia tolleranza in alcuni casi è un fatto fisiologico del sistema, necessario per la sua sopravvivenza (pensiamo a quella che per i reati si chiama cifra nera).<br />
Altro è però, ripeto, semplificare tutto e dire che tanto son sciocchezze e dunque vanno tollerate.<br />
Ci si avventerebbe in acque poco chiare e dai contorni inquietanti.<br />
Sarebbe bello parlarne di persona.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Belogi</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4403</link>
		<dc:creator>Paolo Belogi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 08:24:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4403</guid>
		<description>Interessantissimo tutto l&#039;articolo di Badioli ma &quot;affrontando la più ampia realtà delle cose&quot;, come afferma nel suo ....postato, io partirei da un maggior rispetto della legalità da parte di tutti. Non allungo inutilmente il mio commento in quanto sovrapporrei le mie parole a quelle scritte da Gasparetti ma penso che se il mc voglia, coi suoi atteggiamenti, lanciare una provocazione contro il sistema (?) credo che sia ora di rientrare nei ranghi e di fare basta con le provocazioni. Il rischio è quello di essere sempre e solo...provocatori. Compito, questo, che leggendo i commenti alle loro varie &quot;attività&quot; riescono a svolgere in maniera egregia (ovviamente con &quot;provocatori&quot; intendevo dire un&#039;altra cosa). Si snaturerebbe certo l&#039;identità del mc, e anche se il suo art director non ne sarà felice, il risultato sarebbe apprezzato da molti, specialmente da quelli (me compreso) che non vogliono che a difendere Senigallia dai fascisti, siano altri fascisti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessantissimo tutto l&#8217;articolo di Badioli ma &#8220;affrontando la più ampia realtà delle cose&#8221;, come afferma nel suo &#8230;.postato, io partirei da un maggior rispetto della legalità da parte di tutti. Non allungo inutilmente il mio commento in quanto sovrapporrei le mie parole a quelle scritte da Gasparetti ma penso che se il mc voglia, coi suoi atteggiamenti, lanciare una provocazione contro il sistema (?) credo che sia ora di rientrare nei ranghi e di fare basta con le provocazioni. Il rischio è quello di essere sempre e solo&#8230;provocatori. Compito, questo, che leggendo i commenti alle loro varie &#8220;attività&#8221; riescono a svolgere in maniera egregia (ovviamente con &#8220;provocatori&#8221; intendevo dire un&#8217;altra cosa). Si snaturerebbe certo l&#8217;identità del mc, e anche se il suo art director non ne sarà felice, il risultato sarebbe apprezzato da molti, specialmente da quelli (me compreso) che non vogliono che a difendere Senigallia dai fascisti, siano altri fascisti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Gasparetti</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/comment-page-1/#comment-4402</link>
		<dc:creator>Francesco Gasparetti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 07:10:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scaloni.it/popinga/sull-anarchia-e-la-tolleranza/#comment-4402</guid>
		<description>Secondo me in Italia c&#039;è fin troppa tolleranza verso l&#039;illegalità tanto che non si capisce neppure che cosa sia legale e cosa sia illegale!
Al Sud viene tollerato il contrabbando perché si dice sia l&#039;unica fonte di reddito di molte famiglie.
In alcune parti del paese nessun cittadino paga l&#039;acqua, o la nettezza urbana o le imposte comunali perché il sindaco non fa mandare le bollette per farsi rieleggere ed intanto i debiti del suo comune li paga l&#039;intera nazione dei cretini, i quali pagano tutte le tasse per tutti i servizi.
Il lavoro nero è praticato in tutto lo stivale: al Sud gli extra-comunitari vengono fatti lavorare nei campi come dei novelli schiavi, ma qualche &quot;tollerante&quot; dice che è meglio che lavorino così piuttosto che morire di fame.
Al Nord le cose non vanno poi tanto meglio: io stesso ho lavorato per tanti anni in nero e nel settore alberghiero e del commercio questa pratica è diffusa ed ampiamente tollerata.
Una forma di precariato che è in vigore da ben prima della riforma &quot;Biagi&quot; e che nella tolleranza diffusa per l&#039;illegalità ha attecchito profondamente in realtà come quella senigalliese.
L&#039;evasione fiscale è tollerata ed anzi auspicata anche da eminenti politici.
L&#039;abusivismo edilizio è fiorente in molte parti della penisola ed è anzi incentivato dai numerosi condoni.
Nella dicotomia tra tolleranza dell&#039;illegalità e rispetto della legalità, la bilancia pende nettamente a favore della prima e cercare un riequilibrio non significa proporre un regime di &quot;tolleranza zero&quot; alla Rudolph Giuliani, ma solo cercare di ridare importanza ai &quot;fessi&quot; che rispettano la legge, contro i tanti &quot;furbi&quot; che fanno i loro comodi nell&#039;indifferenza generalizzata e qualche volta anche nel plauso collettivo.
Il paladino di questo modo di pensare è proprio il sindaco di Bologna, l&#039;ex segretario della CGIL, Sergio Cofferati.
Egli ha capito che il rispetto delle regole e della legge non va contro la solidarietà o la tolleranza verso i dissenzienti, ma al contrario è un prerequisito fondamentale per poter fare accettare questi valori a tutta la cittadinanza senza creare paure e conflitti.
Se c&#039;è un problema della casa, non si può risolverlo occupando gli appartamenti sfitti a meno che non si voglia abolire la proprietà privata e ritornare ai bei tempi dell&#039;URSS, dove due famiglie vivevano in un bilocale in quei bei palazzoni dell&#039;edilizia sovietica.
La disobbedienza civile e non violenta ci è stata insegnata in modo particolare da Gandhi e da Martin Luther King: questi signori violavano delle leggi ritenute ingiuste, ma si facevano arrestare e picchiare dalla polizia pur di dimostrare  la ragione della loro lotta.

Invece il Mezza Canaja et similia, pretendono di violare la legge e di mantenere l&#039;impunità: 
-vendono birra senza licenza; qualcuno dice che è bello trovare una birra a 50 centesimi, ma se si va al LIDL o all&#039;IPERCOOP o in qualsiasi altro negozio la birra la si trova lo stesso a 50 centesimi in maniera legale, pagando le tasse e  rispettando le licenze. 
Dico questo nonostante io sia per l&#039;abolizione di licenze, ordini professionali e tutte gli altri lacci che limitano il libero mercato a danno esclusivo del consumatore.
-distribuiscono CD copiati
-occupano spazi privati col benestare del comune e del proprietario, il quale vorrà presto riscuotere dal sindaco la cambiale in bianco che sta maturando tollerando il MC.
-difendono le piazze dagli attacchi fascisti con metodi fascisti. In democrazia tutti sono liberi di manifestare e se qualcuno ha proposte eversive sono le autorità preposte a doverli fermare, non i bastoni del MC.
-affissioni illegali, che sono forse il minore dei mali, ma che si vanno ad aggiungere alle altre cose.

Insomma, non mi si venga a parlare di tolleranza quando ce n&#039;è fin troppa!
Forse, per risolvere i problemi dell&#039;Italia, sarebbe necessario un maggiore rispetto del valore democratico della legalità!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me in Italia c&#8217;è fin troppa tolleranza verso l&#8217;illegalità tanto che non si capisce neppure che cosa sia legale e cosa sia illegale!<br />
Al Sud viene tollerato il contrabbando perché si dice sia l&#8217;unica fonte di reddito di molte famiglie.<br />
In alcune parti del paese nessun cittadino paga l&#8217;acqua, o la nettezza urbana o le imposte comunali perché il sindaco non fa mandare le bollette per farsi rieleggere ed intanto i debiti del suo comune li paga l&#8217;intera nazione dei cretini, i quali pagano tutte le tasse per tutti i servizi.<br />
Il lavoro nero è praticato in tutto lo stivale: al Sud gli extra-comunitari vengono fatti lavorare nei campi come dei novelli schiavi, ma qualche &#8220;tollerante&#8221; dice che è meglio che lavorino così piuttosto che morire di fame.<br />
Al Nord le cose non vanno poi tanto meglio: io stesso ho lavorato per tanti anni in nero e nel settore alberghiero e del commercio questa pratica è diffusa ed ampiamente tollerata.<br />
Una forma di precariato che è in vigore da ben prima della riforma &#8220;Biagi&#8221; e che nella tolleranza diffusa per l&#8217;illegalità ha attecchito profondamente in realtà come quella senigalliese.<br />
L&#8217;evasione fiscale è tollerata ed anzi auspicata anche da eminenti politici.<br />
L&#8217;abusivismo edilizio è fiorente in molte parti della penisola ed è anzi incentivato dai numerosi condoni.<br />
Nella dicotomia tra tolleranza dell&#8217;illegalità e rispetto della legalità, la bilancia pende nettamente a favore della prima e cercare un riequilibrio non significa proporre un regime di &#8220;tolleranza zero&#8221; alla Rudolph Giuliani, ma solo cercare di ridare importanza ai &#8220;fessi&#8221; che rispettano la legge, contro i tanti &#8220;furbi&#8221; che fanno i loro comodi nell&#8217;indifferenza generalizzata e qualche volta anche nel plauso collettivo.<br />
Il paladino di questo modo di pensare è proprio il sindaco di Bologna, l&#8217;ex segretario della CGIL, Sergio Cofferati.<br />
Egli ha capito che il rispetto delle regole e della legge non va contro la solidarietà o la tolleranza verso i dissenzienti, ma al contrario è un prerequisito fondamentale per poter fare accettare questi valori a tutta la cittadinanza senza creare paure e conflitti.<br />
Se c&#8217;è un problema della casa, non si può risolverlo occupando gli appartamenti sfitti a meno che non si voglia abolire la proprietà privata e ritornare ai bei tempi dell&#8217;URSS, dove due famiglie vivevano in un bilocale in quei bei palazzoni dell&#8217;edilizia sovietica.<br />
La disobbedienza civile e non violenta ci è stata insegnata in modo particolare da Gandhi e da Martin Luther King: questi signori violavano delle leggi ritenute ingiuste, ma si facevano arrestare e picchiare dalla polizia pur di dimostrare  la ragione della loro lotta.</p>
<p>Invece il Mezza Canaja et similia, pretendono di violare la legge e di mantenere l&#8217;impunità:<br />
-vendono birra senza licenza; qualcuno dice che è bello trovare una birra a 50 centesimi, ma se si va al LIDL o all&#8217;IPERCOOP o in qualsiasi altro negozio la birra la si trova lo stesso a 50 centesimi in maniera legale, pagando le tasse e  rispettando le licenze.<br />
Dico questo nonostante io sia per l&#8217;abolizione di licenze, ordini professionali e tutte gli altri lacci che limitano il libero mercato a danno esclusivo del consumatore.<br />
-distribuiscono CD copiati<br />
-occupano spazi privati col benestare del comune e del proprietario, il quale vorrà presto riscuotere dal sindaco la cambiale in bianco che sta maturando tollerando il MC.<br />
-difendono le piazze dagli attacchi fascisti con metodi fascisti. In democrazia tutti sono liberi di manifestare e se qualcuno ha proposte eversive sono le autorità preposte a doverli fermare, non i bastoni del MC.<br />
-affissioni illegali, che sono forse il minore dei mali, ma che si vanno ad aggiungere alle altre cose.</p>
<p>Insomma, non mi si venga a parlare di tolleranza quando ce n&#8217;è fin troppa!<br />
Forse, per risolvere i problemi dell&#8217;Italia, sarebbe necessario un maggiore rispetto del valore democratico della legalità!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

