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	<title>Commenti a: Liturgia cattolica: Mencucci risponde a Langone</title>
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		<title>Di: marta</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/liturgia-cattolica-mencucci-risponde-a-langone/comment-page-1/#comment-88020</link>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:22:48 +0000</pubDate>
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		<description>Grande Langone, non ne sbaglia una.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Langone, non ne sbaglia una.</p>
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		<title>Di: Andrea Scaloni</title>
		<link>http://scaloni.it/popinga/liturgia-cattolica-mencucci-risponde-a-langone/comment-page-1/#comment-86729</link>
		<dc:creator>Andrea Scaloni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 13:23:02 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Il &quot;critico liturgico&quot; Camillo Langone ci ha deliziato nei giorni scorsi con un articolo su &quot;Il Foglio&quot; a proposito dell&#039;&quot;attentato&quot; a Berlusconi, in cui si legge:
&lt;em&gt;«Silvio Berlusconi dalla faccia massacrata è Gesù Cristo flagellato e coronato di spine dopo essere stato picchiato (proprio in volto) durante l’interrogatorio del Sinedrio. Due maschere di sangue perfettamente sovrapponibili. […] Tutta la vicenda sembra un libro di René Girard, il sommo antropologo che ha svelato come Cristo, agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, sia il capro espiatorio che fondando il cristianesimo abolisce il capro espiatorio, e la lapidazione».&lt;/em&gt;

Langone, a quando l&#039;ostensione della Sindone?&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;critico liturgico&#8221; Camillo Langone ci ha deliziato nei giorni scorsi con un articolo su &#8220;Il Foglio&#8221; a proposito dell&#8217;&#8221;attentato&#8221; a Berlusconi, in cui si legge:<br />
<em>«Silvio Berlusconi dalla faccia massacrata è Gesù Cristo flagellato e coronato di spine dopo essere stato picchiato (proprio in volto) durante l’interrogatorio del Sinedrio. Due maschere di sangue perfettamente sovrapponibili. […] Tutta la vicenda sembra un libro di René Girard, il sommo antropologo che ha svelato come Cristo, agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, sia il capro espiatorio che fondando il cristianesimo abolisce il capro espiatorio, e la lapidazione».</em></p>
<p>Langone, a quando l&#8217;ostensione della Sindone?</p>
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		<title>Di: Ritvan Shehi</title>
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		<dc:creator>Ritvan Shehi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:04:31 +0000</pubDate>
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		<description>----Analoga vicenda riguarda il servizio militare. Nella comunità primitiva sembrava inconciliabile con la fede cristiana. S. Massimiliano lo afferma con decisione e coerentemente affronta il martirio... Vittorio Mencucci---

Ehmmm...non per fare il teologo alle vongole e con tutto il rispetto per il Prof, ma ormai, nell&#039;era di Internet è facile verificare certe affermazioni. Su &lt;a href=&quot;http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1649&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1649&lt;/a&gt;
si legge fra l&#039;altro:
&quot;...la vicenda di Massimiliano è di poco anteriore alla cosiddetta epurazione militare con cui Diocleziano, ispirato da Galerio, costrinse i soldati cristiani a sacrificare agli dei o ad abbandonare l’esercito, con una decisione che dopo quarant’anni di tolleranza apriva di nuovo la strada alla persecuzione anticristiana e ne era la prima avvisaglia. Lattanzio (&lt;em&gt;De mortibus pers&lt;/em&gt;. 10) ed Eusebio (&lt;em&gt;H. E.&lt;/em&gt; VIII, 4, 3) riferiscono che furono molti allora i cristiani che resero testimonianza alla loro fede, abbandonando l’esercito con la rinuncia all’&lt;em&gt;honesta missio &lt;/em&gt;e ai privilegi che ne derivavano. L’epurazione militare rivela dunque chiaramente che erano molti i cristiani che, a differenza di Massimiliano, non sentivano la &lt;em&gt;militia &lt;/em&gt;incompatibile con la loro fede e che, nello stesso tempo, non erano disposti a compromessi con la fede quando la richiesta del sacrificio agli dei li poneva di fronte a una scelta decisiva....la posizione radicale di Tertulliano e di Ippolito (il caso di Massimiliano è diverso, perché egli non pretende di assolutizzare la propria scelta) non è certamente quella della Grande Chiesa: di Ippolito è nota la posizione rigorista che lo indusse alla polemica contro Papa Callisto e lo portò ad alimentare in Roma uno scisma contro di lui; in quanto al De Corona di Tertulliano, si sa che esso esprime, come altri scritti polemici verso la Chiesa dello stesso periodo (ad esempio il &lt;em&gt;De Idolatria&lt;/em&gt;), la scelta montanista (eresia protocristiana-ndr.) dello scrittore africano. Quindi nel &lt;em&gt;De Corona&lt;/em&gt; Tertulliano esprime la posizione sua e del suo gruppo, non la convinzione dei cristiani del suo tempo e della Chiesa, con la quale anzi polemizza apertamente....&quot;. Il tutto corredato con tanto di bibliografia (vabbe&#039; che l&#039;illustre storica si chiama Marta e non Maria, ma tant&#039;è, errare humanum est...):
Maria Sordi, &lt;em&gt;Il Cristianesimo e Roma&lt;/em&gt;, CappeIli 1965, pp. 481-483. 
Maria Sordi, &lt;em&gt;I Cristiani e l’impero romano&lt;/em&gt;, Jaca Book 2004, p. 112; p. 149 e sgg; p. 162 e sgg. 
Maria Sordi e Ilaria RamellI, &lt;em&gt;In Parola spirito e vita&lt;/em&gt; (Quaderni di Lettura biblica 41, 2000, &lt;em&gt;Il montanismo&lt;/em&gt;, pp. 201 e seguenti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212;-Analoga vicenda riguarda il servizio militare. Nella comunità primitiva sembrava inconciliabile con la fede cristiana. S. Massimiliano lo afferma con decisione e coerentemente affronta il martirio&#8230; Vittorio Mencucci&#8212;</p>
<p>Ehmmm&#8230;non per fare il teologo alle vongole e con tutto il rispetto per il Prof, ma ormai, nell&#8217;era di Internet è facile verificare certe affermazioni. Su <a href="http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1649" rel="nofollow">http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1649</a><br />
si legge fra l&#8217;altro:<br />
&#8220;&#8230;la vicenda di Massimiliano è di poco anteriore alla cosiddetta epurazione militare con cui Diocleziano, ispirato da Galerio, costrinse i soldati cristiani a sacrificare agli dei o ad abbandonare l’esercito, con una decisione che dopo quarant’anni di tolleranza apriva di nuovo la strada alla persecuzione anticristiana e ne era la prima avvisaglia. Lattanzio (<em>De mortibus pers</em>. 10) ed Eusebio (<em>H. E.</em> VIII, 4, 3) riferiscono che furono molti allora i cristiani che resero testimonianza alla loro fede, abbandonando l’esercito con la rinuncia all’<em>honesta missio </em>e ai privilegi che ne derivavano. L’epurazione militare rivela dunque chiaramente che erano molti i cristiani che, a differenza di Massimiliano, non sentivano la <em>militia </em>incompatibile con la loro fede e che, nello stesso tempo, non erano disposti a compromessi con la fede quando la richiesta del sacrificio agli dei li poneva di fronte a una scelta decisiva&#8230;.la posizione radicale di Tertulliano e di Ippolito (il caso di Massimiliano è diverso, perché egli non pretende di assolutizzare la propria scelta) non è certamente quella della Grande Chiesa: di Ippolito è nota la posizione rigorista che lo indusse alla polemica contro Papa Callisto e lo portò ad alimentare in Roma uno scisma contro di lui; in quanto al De Corona di Tertulliano, si sa che esso esprime, come altri scritti polemici verso la Chiesa dello stesso periodo (ad esempio il <em>De Idolatria</em>), la scelta montanista (eresia protocristiana-ndr.) dello scrittore africano. Quindi nel <em>De Corona</em> Tertulliano esprime la posizione sua e del suo gruppo, non la convinzione dei cristiani del suo tempo e della Chiesa, con la quale anzi polemizza apertamente&#8230;.&#8221;. Il tutto corredato con tanto di bibliografia (vabbe&#8217; che l&#8217;illustre storica si chiama Marta e non Maria, ma tant&#8217;è, errare humanum est&#8230;):<br />
Maria Sordi, <em>Il Cristianesimo e Roma</em>, CappeIli 1965, pp. 481-483.<br />
Maria Sordi, <em>I Cristiani e l’impero romano</em>, Jaca Book 2004, p. 112; p. 149 e sgg; p. 162 e sgg.<br />
Maria Sordi e Ilaria RamellI, <em>In Parola spirito e vita</em> (Quaderni di Lettura biblica 41, 2000, <em>Il montanismo</em>, pp. 201 e seguenti).</p>
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