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	<title>Popinga &#187; Viaggi</title>
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		<title>Terra d&#8217;Israele</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria Italia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Domenica, giorno di festa, si è tutti in casa e così passiamo dal lavoro d’ufficio a quello domestico.
C’è chi passa l’aspirapolvere, chi mette a lucido il bagno e chi riporta in ordine il terrazzino.
Due scatoloni con le bottiglie di vetro e di plastica aspettano qualcuno vicino alla porta per essere portate giù nei bidoni. Mi [...]]]></description>
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		<title>Gente armata</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 20:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Mazzufferi</dc:creator>
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Durante l&#8217;intervista
Anche al turista più distratto cade l’occhio su questa gente armata, sulla loro “artiglieria”. Ragazzi e ragazze di poco più di vent’anni, vestiti come i loro coetanei e come noi, senza nemmeno un distintivo, una “stella da sceriffo”, ma con un vecchio fucile a tracolla ed un paio di caricatori legati alla bella e [...]]]></description>
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Anche al turista piugrave; distratto cade lrsquo;occhio su questa gente armata, sulla loro ldquo;artiglieriardquo;. Ragazzi e ragazze di poco piugrave; di ventrsquo;anni, vestiti come ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Durante l'intervista
Anche al turista piugrave; distratto cade lrsquo;occhio su questa gente armata, sulla loro ldquo;artiglieriardquo;. Ragazzi e ragazze di poco piugrave; di ventrsquo;anni, vestiti come i loro coetanei e come noi, senza nemmeno un distintivo, una ldquo;stella da sceriffordquo;, ma con un vecchio fucile a tracolla ed un paio di caricatori legati alla bella e meglio sul calcio. Vediamo talvolta anche armi piugrave; moderne, perograve; sempre armi lunghe, obsolete armi da guerra, e magari, a completare lrsquo;attrezzatura, una radio o un telefono accanto.

A noi che veniamo dallrsquo;Europa fa certo un porsquo; effetto vedere questi ldquo;attrezzirdquo;, magari appoggiati sul pavimento della sala, sotto il tavolo, durante il pranzo, o ficcati a forza tra bagagli e zaini di un gruppo di giovani turisti o di giovanissimi studenti.

Anche in Italia si sanno diverse notizie su Israele, ma quando ti trovi in questa terra di persona, come egrave; capitato a noi, vien subito la voglia di fermarsi e di chiedere. Chiedere ad una persona qualsiasi, prendendola a caso, certi che ti risponderagrave; in inglese, in quanto sappiamo che a scuola si studiano tre lingue: lrsquo;ebraico, lrsquo;inglese e lrsquo;arabo.

Eccoci quindi con poche domande, molto improvvisate, alla buona, incuriositi soprattutto dalla giovane etagrave; di chi ti egrave; di fronte. Sembra quasi che non si accorga di essere armato, mentre questo egrave; quello che ci incuriosisce di piugrave;. Gli poniamo la questione dell'efficacia dei mezzi contro azioni terroristiche e per la sicurezza  dei cittadini. Ci si domanda se una cosigrave; diffusa presenza di questi pericolosi gingilli  possa comportare per tutti i cittadini piugrave; rischi che vantaggi.

La curiositagrave; perograve; resta viva: apprendiamo immediatamente che i giovani armati sono ex militari (tre anni di ferma per tutti con un eccellente addestramento). Loro sono stati congedati da poco; hanno un anno sabatico e se vogliono possono svolgere un servizio retribuito, organizzato e gestito da una agenzia civile (una sorta di societagrave; addetta alla sicurezza ed alla vigilanza) che di fatto disloca queste persone, a guardia, o meglio come scorta di comitive, di giovani, di gruppi di turisti.

Noi abbiamo lrsquo;impressione che  di certo siano una compagnia molto rassicurante. Non abbiamo ben compreso secondo quali criteri vengano distribuiti sul territorio, ma gli addetti  a questa mansione, ci assicurano che la loro presenza egrave; stata sempre molto efficace. Forse a ragione di una  capillare distribuzione ed anche per un effetto rassicurante, ldquo;tranquillanterdquo;,  che si puograve; valutare immediatamente parlando con quanti sono accompagnati, che appaiono perfettamente a  loro agio nel rapporto con chi li scorta.

Siamo in Israele, uno stato che dimostra dappertutto una vita davvero normale. Lrsquo;aeroporto di Tel Aviv egrave; allrsquo;apparenza meno militarizzato di quello di Verona; lo posso dire per esperienza diretta! Viaggiando, lungo certe strade ci sono i check-point, ma per noi turisti, con guida e bus ben identificati, il passaggio equivale solo ad un rallentamento della marcia. Magari se chiedi, come abbiamo fatto, una fermata, per poter parlare con il personale (ora in gran parte civile) ti fanno un gran sorriso e dicono che non si puograve;. No, non si potrebbe nemmeno scattare delle foto, anche dallrsquo;interno del bus; perograve; poi tutti le fanno lo stesso, forse per il solo gusto di trasgressione. Beh, almeno quanto alle riprese video e fotografiche questa egrave; lrsquo;unica limitazione di posto, di soggetti che ci egrave; stata evidenziata qui in Israele. Altro che nel nostro paese!


Addetti alla sicurezza (Aeroporto Ben Gurion - Tel Aviv)</itunes:summary>
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		<title>Di vedetta sul fronte del Golan</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 08:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Fortificazione israeliana sulle alture del Golan
Le vecchie fortezze sulle alture del Golan della guerra dello Yom Kippur sono vuote e ospitano decine di curiosi. Dalle feritoie che permettono una vista eccezionale su tutta la zona di confine tra Israele e Siria ora non spuntano le canne di mitragliatrici, ma fotocamere e videocamere digitali dei turisti, [...]]]></description>
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		<title>La pace armata di Gerusalemme</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 19:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Magni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Soldati dell&#8217;IDF (Israel Defence Force)
Le scolaresche sono appena uscite dalle classi e affollano i locali nelle piazze, dove possono mangiare pizza, falafel e shawarma. I turisti passano loro accanto, affollando gli spazi angusti delle vie della città vecchia e fotografano tutto quello che possono.
Sono scene di vita normale. Ma non stiamo parlando di una città [...]]]></description>
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		<title>Il Mar Morto ed Ein Gedi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Mazzufferi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Riserva naturale di Ein Gedi e, sullo sfondo, il Mar Morto
Dopo i primi giorni interamente dedicati alla storia ed all&#8217;arte, sabato ci siamo spostati verso il Mar Morto. Dai circa 800 metri di quota delle colline di Gerusalemme siamo discesi rapidamente quasi 400 metri sotto il livello del mare ed abbiamo visitato la Riserva Naturale [...]]]></description>
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		<title>Ed ora i ricordi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 15:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Scaloni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Siamo tornati a casa dopo un viaggio di 8 giorni in Israele. Ci attendono momenti di riposo, e tanti ricordi da raccogliere in nuovi post, che stiamo scrivendo o che scriveremo. Metteremo mano ai brevi filmati ed alle video-interviste che i nostri compagni di viaggio ci hanno gentilmente concesso, così come alle centinaia di foto [...]]]></description>
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		<title>I kibbutz: ideologia e pragmatismo</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 20:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Scaloni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kibbuts Lavi: ingresso dell&#8217;hotel
Abbiamo alloggiato al kibbutz Lavi, in bassa Galilea, per due giorni, sufficienti per gustarne le comodità e la bellezza. Davvero un posto consigliabile.
Unico italiano a Lavi, Guido Sasson è responsabile commerciale dell&#8217;annesso hotel; proprio lui ci guida alla scoperta del kibbutz e ci spiega la storia della comunità in cui vive da [...]]]></description>
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		<title>Lungo la valle del Giordano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 04:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Scaloni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Salendo a nord, da Gerusalemme verso la Galilea, abbiamo attraversato la valle del fiume Giordano, ed in particolare i cosiddetti &#8220;territori occupati&#8221; (per alcuni più semplicemente &#8220;amministrati&#8221;) da Israele. La maggior parte di quest&#8217;area, chiamata anche &#8220;west bank&#8221;, non è stata mai annessa allo Stato ebraico ma viene da esso controllata, a partire dalla sua [...]]]></description>
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		<title>Mea She&#8217;Arim</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 21:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Mazzufferi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[israele 2008]]></category>
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		<description><![CDATA[
Giovedì siamo andati dagli ebrei ortodossi, anzi ultra-ortodossi. Una piccola modifica del programma, appena terminata la visita ai luoghi santi (la Via Dolorosa e la Basilica del Santo Sepolcro) ci porta al quartiere limitrofo dove, da tanti elementi, ci si accorge subito d&#8217;essere in un altro mondo.
Il primo impatto all&#8217;ingresso è con una grande scritta [...]]]></description>
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		<title>Santo Sepolcro: la gabbia del cristianesimo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 12:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gasparetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Santo Sepolcro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scelto volutamente un titolo abbastanza provocatorio per descrivere le mie sensazioni derivanti dalla visita ad uno dei luoghi più &#8220;santi&#8221; e venerati del cristianesimo.
Il Santo Sepolcro mi è sembrato infatti una vera e propria gabbia in cui il cristianesimo è rinchiuso in cattività sia in maniera fisica, sia a livello metafisico.
A livello fisico, quello [...]]]></description>
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