(… segue) Finito il loro mandato i nostri Presidenti, in quanto ex, pensavano finalmente di riposare e godersi la loro modesta pensione. E invece no! Erano obbligati a fare i Senatori a vita.
Tutte le mattine buttati giù dal letto e di corsa, a sirene spiegate con tanto di scorta, portati al Senato ad assistere a tutte le sedute, a votare secondo le indicazioni date. Gli viene detto che il loro voto è di vitale importanza per la Nazione. Che ricatto!

A noi, quello, potrebbe sembrare un compito facile; in verità è assai gravoso e irto di pericoli: stare seduti per ore su scomodi banchi in legno, non assentarsi mai, nemmeno per andare alla toilette (e per questo sono obbligati a corazzarsi di pannoloni “24 ore”), essere sempre in pericolo perché ad ogni votazione, qualunque sia la loro preferenza, potrebbero ricevere gli insulti più indegni, persino vedersi precipitare qualche “stampella” sulla testa… tutto questo non può chiamarsi privilegio!

Io, come ex Presidente della Sagra della Quaglia arrivato all’età della pensione, ogni mese vado a ritirare il sostanzioso assegno alle Poste.
Solitamente mi faccio trovare lì alle 8, prima che arrivi il mio turno, e insieme ad altri ex colleghi giochiamo a carte. L’ultima volta abbiamo avuto il tempo di chiudere 4 partite a briscola e 4 a tressette, con la bella al 41. Continua a leggere…