La cena del 15 febbraio? Come e meglio delle previsioni! Grande serata ieri tra i blogger senigalliesi, che si sono incontrati dopo l’iniziativa comune che li ha visti per la prima volta tutti assieme “appassionatamente” per la richiesta di pubblicazione del famoso “Piano Cervellati”, sul sito del Comune di Senigallia. Continua a leggere…

Siamo andati a Serra de’ Conti per porre qualche domanda sulla fertirrigazione al Sindaco, Bruno Massi. All’epoca della progettazione e della realizzazione dell’impianto di fertirrigazione di Senigallia ricopriva la carica di Presidente dell’Associazione dei Comuni delle Valli del Misa e del Nevola. Le vicende di questo impianto sono state oggetto di un nostro intervento quasi un anno fa, e poi di altri due scritti sul medesimo argomento.

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«Siete voi, sì, soltanto voi, i colpevoli, siete voi, sì, che ignominiosamente avete disertato dal concerto nazionale per seguire il cammino contorto della sovversione, della indisciplina, della più perversa e diabolica sfida al potere legittimo dello Stato di cui si abbia memoria in tutta la storia delle nazioni.»
(José Saramago, “Saggio sulla lucidità”, 2004)

In questo romanzo, Saramago immagina che alle elezioni di un paese democratico gli elettori votino in massa scheda bianca.
Un diluvio di schede bianche che spiazza il potere: prima lo stupore e lo scandalo, poi l’indignazione ed infine una reazione autoritaria, lo stato d’assedio e la repressione. Il governo non trova di meglio che accusare gli elettori di essere dei rivoluzionari anarcoidi.
La politica, sostenuta da una stampa servizievole quando non addirittura complice, non s’interroga su se stessa, non si fa domande sui motivi veri per cui la gente, votando scheda bianca, ha voluto comunicare la sfiducia verso qualsiasi schieramento politico: centro, destra o sinistra. Si autodifende con lucido cinismo, criminalizzando quello che in un regime democratico è un gesto legale: il voto libero e segreto. Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Siamo di nuovo in volo puntando verso le pendici dei Pirenei, dove Montflorite ci attende.
L’aeroporto è su un altopiano, a pochi chilometri dalla città. Qui è previsto il ricongiungimento delle “truppe di terra” con gli arditi avionauti.

Dopo alcune ore le “truppe di terra” oltrepassano trionfalmente i cancelli dell’aeroporto.
L’aerodromo è semideserto; ma le poche persone presenti ci fanno tutte la medesima domanda: “Siete qui per la festa?“. Impieghiamo un po’ per capire che non si trattava di una festa privata, ma bensì della festa di San Lorenzo, il patrono, che – credeteci o no – è tenuto in gran considerazione da tutti i veri spagnoli.

Huesca, sotto gli irrigatori ad acqua e vino

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Marco Severini

E’ durata quasi due ore, questa stasera, la conferenza al Centro Cooperativo Mazziniano di Senigallia.

Nel 159° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana, data che viene sempre ricordata nella nostra città, il professor Marco Severini, nostro concittadino e docente all’Università degli Studi di Macerata, ha presentato nuovi documenti su Girolamo Simoncelli. Questi di fatto costituiscono la sostanza del libro di prossima pubblicazione sulla discussa figura del senigalliese, fucilato il 2 ottobre del 1852. Continua a leggere…

Tempo di crisi di Governo, tempo di elezioni e dibattito sulle leggi elettorali. Nelle famiglie degli italiani i problemi sono altri, ma anche di leggi elettorali, al punto in cui siamo, è utile parlare.

Della legge vigente non mette conto di parlarne troppo perché se ne dovrebbe parlare solo male, per molti motivi ma principalmente perché è una legge truffaldina e antidemocratica. Truffaldina perché consente alla lista o al raggruppamento di liste più votata di avere la maggioranza di seggi anche se i voti avuti sono di molto al di sotto del 50% più 1. Inoltre, come è risaputo, non si possono esprimere preferenze perché le liste di candidati sono formate con nomi prescelti e graduatorie stabilite in base a clientelismi e fedeltà ai capi.
Gli autori di questa legge non meriterebbero il voto dei cittadini solo per il fatto di averla ideata progettata e approvata.

Allora come dovrebbe essere una legge elettorale, qual’è il miglior sistema, proporzionale o maggioritario? Con premio di maggioranza o con sbarramento? A un solo turno o a due turni, con o senza ballottaggio? Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Avremmo voluto effettuare un solo volo, fino a Montpellier, ma causa vento e probabili dirottamenti da parte dell’ATC decidiamo per La Mole, che di fatto è l’aeroporto di Saint Tropez. Sono solo 42 minuti, ma è tutto mare e non ci dispiace indossare i salvagenti.

Qui non atterrano proprio i poveracci come noi, i clienti fissi hanno un conto aperto per pagare tasse e rifornimenti dei loro jet. Tutto ciò mentre se ne vanno, con autista, a bordo di BMW o Lexus mentre c’è chi si cura del resto. Facciamo rifornimento, e poi prendiamo anche qualcosa da bere.
Dal conto del bar ci viene il dubbio che la benzina e le tasse non siano da meno! Raggiunto l’FBO. Carlo cerca di usare tutto il suo fascino e Guido lo aiuta sfoggiando un galante francese, quasi madrelingua, per cercare di avere uno sconto dalla giovane impiegata. Nel frattempo uno dei tanti VIP passa per firmare i suoi conti; sfila una carta di credito superluccicante, e ci sembra che non abbia neanche dato un’occhiata all’ammontare del conto.

Allevamenti di gamberi alla foce del fiume Rodano

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Serge LatoucheAll’inizio della scorsa estate giunse da Roma un amico, che è persona di grande cultura e di eccezionale sensibilità; aveva per me un libro, scelto ben sapendo il campo dei miei interessi.

La scommessa delle decrescita“, stampato da poco in Italia, per i tipi della Serie Bianca di Feltrinelli. Cioè la fatica più recente di Serge Latouche, autore molto noto in quanto professore emerito all’Università di Parigi Sud (Orsay), ma soprattutto quale intellettuale sostenitore della decrescita. Lo conoscevo già, non solo dalla ricca bibliografia, oltre una dozzina le opere pubblicate in Italia dalla fine degli anni ’80, ma che non avevo letto essendo di taglio più specificamente economico. Uno di questi volumi però era rientrato nel novero dei miei più diretti interessi, “L’altra Africa“, in cui Latouche faceva intravedere, negli esempi di civiltà del continente nero, usando punti di vista molto particolari e parametri diversi da quelli abituali degli altri antropologi od economisti, una tradizione comunitaria importante. Questa presenta, a suo avviso, parametri di misura che non relegano l’Africa al margine di tutti i mercati del mondo. Infatti l’Autore vi intravede una “società di mercato” davvero alternativa, però basata soprattutto sullo scambio. Dal mio punto di vista, per taluni aspetti, anche simile alle esperienze della nostra antica mezzadria! Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(Pubblichiamo, a puntate e in versione integrale, il racconto apparso sul numero 103 – ottobre 2007 – di Aviazione Sportiva, Editoriale Olimpia)

Il nome “Gli Adriatici” prende immodestamente spunto dalle crociere “atlantiche” di Italo Balbo con i suoi S-55 X che ebbero enorme successo e grandi risultati.

Con il piccolo C172 I-FFSD non si può pensare all’Atlantico, ma una traversata dell’Adriatico, si!
Così è nato il nome, la trasvolata da Ancona a Losinj è stata “necessaria” per battezzare il SD e il suo equipaggio: “Gli Adriatici”.
Da qui in poi il piccolo C-172 è stato protagonista di molte avventure e “conquiste”, la prima, e forse la più ardita è descritta qui di seguito.

Aeroporto dell’Urbe (Roma): la partenza

Alla conquista della Spagna

Il piano è semplice, colpiremo le popolazioni pirenaiche di sorpresa, con attacco su due fronti.
Le “truppe di terra” sbarcheranno a Barcellona con veicolo Renault Espace, di colore rosso, a 7 posti, mentre gli intrepidi aeronauti raggiungeranno l’obbiettivo in volo con il SD. Continua a leggere…

Grazie alla segnalazione di un lettore, proponiamo il servizio che La7 ha realizzato a proposito della tecnologia di smaltimento rifiuti THOR, di cui si è già discusso in questo sito. Il filmato presenta anche un’intervista a Paolo Plescia, il ricercatore del CNR “padre” del THOR.