Non s’era mai sentita una parola, dal Sindaco in giù, quando quelli del “Mezza Canaja”
– occupavano illegalmente il cantiere di via Dogana Vecchia (è un reato),
– attaccavano manifesti senza autorizzazione (è un reato),
– imbrattavano i muri (è un reato),
– paragonavano i carabinieri alle SS (è un reato),
– proiettavano film violando la legge sui diritti d’autore (è un reato),
– vendevano alcolici senza licenza (è un reato),
– pretendevano l’impunità per girare con un po’ di marijuana (è un reato).

È bastato attaccare qualche manifestino con la foto del Papa con un preservativo, perché si scatenasse il putiferio. E insieme al putiferio, la sagra dell’ipocrisia: giù tutti a stracciarsi le vesti per l’inaudito accostamento, e dalli ai giovinastri imbrattatori che non hanno rispetto per nessuno. Continua a leggere…

Paolo Pejrone - In giardino non si è mai soli (copertina)

Apro il volume: subito il risguardo di copertina mi fa sapere che l’autore Paolo Pejrone, architetto, si è “laureato con molta noia e difficoltà”. Interessante! Leggendo poi capiremo bene che la vita professionale dell’Autore si svolge con grandi soddisfazioni non solo in Italia, ma in moltissimi paesi europei. Ha lavorato e lavora anche in Nord e Sud America, con ulteriori, diverse esperienze in alcuni paesi arabi. Continua a leggere…

E’ davvero incredibile, una vergogna per la città: uno scandalo lungo dieci anni! Quella landa desolata del gran parcheggio a ridosso della città è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di una struttura che appare strategica per molteplici attività commerciali, ricreative e ricettive, ma che di fatto risulta davvero ignorata. Un’area di cui si sono fatti belli gli amministratori comunali quando l’hanno promossa al grado di “parcheggio scambiatore” a seguito della recente “rivoluzione del traffico”; un’area che appare purtroppo con un aspetto lunare.

La causa dello scandalo, di questa vergogna è molto semplice da indicare. E’ appunto trascorsa la bellezza di dieci anni, dieci lunghi anni, da quando è stato inaugurato il “Centro commerciale Molino”, dieci anni perduti per sempre, sprecati senza alcun costrutto. Infatti non c’è un filo di verde. Meglio dire che gli alberelli, allora posti a dimora sono restati come allora; anzi buona parte giace li stecchita e la maggioranza appare oggi gravemente e forse irrimediabilmente compromessa.

Vegetazione nel parcheggio del centro commerciale Vegetazione nel parcheggio del centro commerciale Vegetazione nel parcheggio del centro commerciale

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Mark Haddon - Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Nella riunione numero 15 del Club Popinga discuteremo il romanzo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon (edizioni Einaudi, 2005).

Proposto da Michela, il libro sarà discusso sabato 4 febbraio alle ore 21.15 presso il Centro Sociale Saline, a Senigallia (AN), in via dei Gerani, 8. L’incontro è pubblico.

Quando si parla di ambiente (acqua, aria, gestione dei rifiuti, fauna, flora, salute, ecc.) ci si deve incontrare/scontrare, nel bene e nel male, con una serie infinita di leggi (più volte modificate o ritoccate), decreti attuativi, regolamenti applicativi e circolari esplicative … che non solo mettono in chiara difficoltà il cittadino qualunque (… visto che la legge non ammette ignoranza  …) ma anche la pubblica amministrazione ed i giudici, a tutto vantaggio per gli inquinatori, i bracconieri ed i furbacchioni di turno che tra un articolo e l’altro trovano sempre il modo di evitare guai giudiziari. Continua a leggere…

Nel 1687, nei Principia mathematica philosophiae naturalis, Isaac Newton aveva enunciato il principio di gravitazione universale: “due corpi si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza”.
Questa descrizione si basa su un approccio empirico: Newton non aveva cercato spiegazioni della natura della gravità, ma dedotto le proprietà dai fenomeni osservabili. Continua a leggere…

Ieri sera, al teatro del Portone di Senigallia, si è tenuta una bella conferenza sul tema “Chi ha rubato Dio ai giovani”. Sul manifesto che pubblicizzava l’evento, i tre maggiori indiziati di questo “furto” erano tre grandi filosofi ateisti come Marx, Freud e Nietzsche.
Il primo a prendere la parola è stato il professor Mancini, docente dell’università di Macerata, che ha elencato le tre principali forme di negazione di Dio. Continua a leggere…

Robert Mapplethorpe (7)

Fatevi coraggio e non lasciatevi frenare dall’allarmismo sul maltempo di questi ultimi giorni.
Procuratevi una giacca a vento imbottita, guanti e cappello tassativi e concedetevi una gita al nord Italia, a Torino più precisamente. Continua a leggere…

Anche quest’anno il gruppo “Aviatori Senigalliesi” mantiene una consolidata abitudine. Tutti al “focarone” la sera del 9 dicembre.

Il “focarone” rinnova una antica tradizione marchigiana di attesa per la festa che cade il giorno successivo. La sera della vigilia appunto le campagne marchigiane erano costellate da una miriade di fuochi. Anche dai miei ricordi infantili emerge la visione onirica della festa della Vergine Lauretana. Grandi e piccoli falò un po’ dappertutto, magari improvvisati con i soli “cannabucci” (i fusti secchi del mais). Un tempo questo appuntamento non poteva essere eluso in quanto tradizione consolidata tra gli agricoltori. I nostri nonni, i nostri padri avevano grande rispetto per questi date e per certe abitudini. Nei giorni d’inizio dicembre ci si dava tutti da fare per preparare il gran mucchio da incendiare poi – rigorosamente– solo la sera della vigilia. Era un preciso obiettivo quello di avere molto materiale per un gran focarone, possibilmente più grande e vivace di quello dei vicini. Una occasione magari anche per bere assieme, in allegria, un buon bicchiere di vin brulè o solo per assaggiare il novello. I fuochi accesi un po’ dappertutto erano sempre presidiati dai contadini, armati di robusti forconi; infatti il fuoco va sempre sorvegliato in campagna in quanto regole ferree ricordano che con “acqua e fuoco non si può scherzare”. Continua a leggere…

Più che una “Odissea nello Spazio”, il libro di Clarke, servito come sceneggiatura per il bellissimo film di Stanley Kubrick, è la vera e propria Odissea del genere umano dalla sua nascita alla sua meta finale.

Clarke ci descrive l’uomo dall’assolutamente materiale all’assolutamente spirituale, attraverso una evoluzione secondo lui indotta da fattori esogeni (i monoliti), che non rappresentano altro se non la scintilla che ha innescato la più potente delle nostre risorse evolutive: l’intelligenza.

In effetti il passo che porta Guarda-la-luna a comprendere l’efficacia degli utensili per sconfiggere i propri nemici e per procacciarsi il cibo, è senza dubbio il più importante della storia umana.

E’ questo il momento che Jared Diamond definisce “Great Leap Forward” in cui l’uomo sapiens si distingue da tutti gli altri animali, anche da quelli che differiscono molto poco da noi dal punto di vista genetico.

Dopo questo passo, l’evoluzione inizia a progredire a tassi vertiginosi e l’uomo passa a grandi balzi dall’età della pietra, al raggiungimento della luna, al viaggio fino a Giapeto, il satellite di Saturno che viene descritto come la “Porta delle Stelle”.

Durante questo viaggio l’uomo deve affrontare diversi pericoli, tra cui la lotta contro l’intelligenza (o stupidità) artificiale di HAL 9000, che viene vinta dimostrando la superiorità dell’uomo sulla macchina.

Il finale è certamente visionario, ma anche affascinante. L’uomo arriva infatti all’assolutamente spirituale (la sua meta finale) per vincere tutte le leggi della fisica e, abbandonando il suo fardello corporeo, giungere all’immortalità e all’onnipotenza.

Un libro più filosofico che fantascientifico.